Hanamatsuri ­ Sermone in ricorrenza della nascita del Buddha

a cura del Rev. Shôryô Tarabini, 4 aprile 2004

Buongiorno a tutti! Stamattina sono molto felice di vedere così tante persone venire al tempio per celebrare la nascita del Buddha Shakyamuni. Molti di voi, per esprimere al Buddha la devozione della pratica, hanno affrontato percorrenza da luoghi distanti ed hanno interrotto il proprio denso programma di impegni. Vi ringrazio molto.

Noterete che il tempio è addobbato con molti fiori. Facciamo questo per celebrare la nascita del Buddha. Si dice che, alla nascita del Buddha, dal cielo piovessero fiori ed amrita . Per questa ragione il tempio è abbellito coi fiori e dedichiamo "piccoli santuari di piccoli Buddha" adorni di fiori disparati. Durante la cerimonia versiamo del te sulle statue di questi "piccoli Buddha". Questa cerimonia, nata in celebrazione dell'avvento dell'Onorato dal Mondo, in giapponese è chiamata "Hanamatsuri" ovvero "festa dei fiori" ed è celebrata l'otto Aprile di ogni anno. In Asia, a sud ed a sud-ovest questa festa chiamata Vesak è celebrata approssimativamente un mese dopo, in conformità al calendario lunare. La maniera di celebrarla differisce leggermente in quanto ­ in quell'area - sono adusi a ricordare gli avvenimenti della vita del Buddha concentrandoli nella stessa giornata mentre noi li celebriamo ripartendoli in ricorrenze diverse.

L'ottavo giorno del quarto mese di circa 2500, 3000 anni fa nacque Gautama Siddharta, Sakyamuni, principe del regno degli Sakya, nell'India settentrionale. La Regina Maya si trovò partorire nel parco di Lumbini ­ nel palazzo degli Shakya, a Kapilavatthu (sansc. Kapilavasthu) - sulla via che portava alla casa materna. Fu questo il modo in cui il Buddha Sakyamuni venne al mondo.

Il &laqno;Buddhacharita » o (&laqno;Le gesta del Buddha») descrive l'infante pronunciare le parole:

Ga tô kyûdo tenjô tenka. I ten nin son dan shôjikû. Shi issaishû i jôan.

"In soccorso alla liberazione dei regni celesti e del mondo; riverito dal cielo e dagli umani, tronco nascita, morte e dolore; Insuperabile nel triplice mondo, non fatua ma costante, sia pace universale alle afflizioni di tutti [nel complesso] ed ognuno [singolarmente] gli esseri viventi"

Questo passo sottolinea le ragioni dell'avvento del Buddha in questo mondo ed illustra come la vita illuminata del Buddha sia eterna. Ora, se guardiamo la nostra piccola argentea statua del Buddha bambino si vede che la sua mano destra punta dritto verso l'alto mentre la sua mano sinistra è rivolta decisamente verso il basso. Inoltre il Fuyôkyô (ïÅój"S) o &laqno;Lalitavistara Sutra» - Sutra delle molteplici azioni della Grazia [del Buddha]- afferma che il bimbo, appena nato, si alzò in piedi e, indicando il cielo e la terra, avanzò di sette passi dicendo:

"Sono nato in questo mondo per salvare tutti gli esseri, [in] cielo e terra, e poiché il non poter superare i tre mondi procura a tutti gli esseri incapacità a godere di eterna gioia, poiché li tengo in profonda considerazione, disporrò loro estinzione alle sofferenze di nascita e morte".

Al tempo della nascita, la regina Maya e tutti gli altri erano al colmo della gioia. Il Re Shuddhodana (giapp. Jôbon), padre del bambino, era chiaramente molto felice della lieta notizia della nascita di un nuovo figlio. Naturalmente all'epoca nessuno poteva realizzare che il nuovo venuto sarebbe diventato il Buddha ma gioirono della nascita di un nuovo Principe.

Tutti noi siamo felici quando udiamo della nascita di un bimbo. Personalmente non ho avuto la fortuna di sperimentarlo personalmente ma sento comunque gioia e sorrido quando vedo i figli altrui. Sono certo che anche voi avete lo stesso tipo di esperienza. Se ci pensiamo bene siamo portati a formulare: "oh, che carino" persino vedendo gattini, cagnolini, pesciolini eccetera.

Quando una nuova vita si presenta al mondo noi certamente avvertiamo una grande gioia e questa non proviene da un senso di obbligo, è una vera sensazione di gioia. Proprio come il Buddha ci insegnò, sembra che dal momento che entriamo in questo mondo di Saha dobbiamo sopportare svariate sofferenze, mentre viviamo, ed infine percorrendone le strade andiamo incontro alla morte. Se la nascita in se allora dovesse essere la causa della sofferenza non dovremmo, ad essere onesti, gioirne.

Allora per quale motivo gioiamo all'arrivo di un altro bambino, sia esso nostro o di altri?

Questo avviene perché stiamo assistendo all'ingresso di qualcosa di puro in questo mondo. La purezza della vita ci porta una grande gioia dal momento che richiama la stessa purezza che esiste dentro i nostri cuori. Come se attraverso la visione di un neonato sperimentassimo di nuovo la nostra propria purezza, quella vita bella e semplice che avevamo originalmente e che con gli anni siamo andati a dimenticare.

Nel passo dello &laqno;Hokke Shuyô shô» che abbiamo letto oggi dopo la recitazione del Sutra, Nichiren Daishônin nel 1274 a Minobu disse:

"Sin da tempo immemorabile tutte le persone della terra hanno visto gli amati figli del Buddha. Noi non abbiamo realizzato una simile relazione perché siamo come figli inadempienti nel loro compito. Essa è una relazione speciale.

Proprio come la luna si riflette sull'acqua placida il Buddha appare nelle nostre menti pacificate".

Analogamente guardiamo alle argentee statue del piccolo Siddhartha Gautama e ci ricordiamo della semplicità della purezza della vita di un neonato. Proviamo anche a ricordare la nostra fanciullezza per vedere che non siamo poi così differenti da questo piccolo Buddha. E questo vale per tutti gli uomini del mondo. Nello stesso tempo, spingiamoci a non dimenticare la nostra relazione con il Buddha che è nostro genitore, maestro e sovrano.

Nella sua compassione, per condurci alla buddhità e liberare le nostre vite dall'infinito circolo delle sofferenze, egli è, per noi, come un genitore. Nell'esposizione degli insegnamenti buddhisti, egli è come un grande maestro che fa in modo che possiamo tornare alla pura vita del Buddha. E siccome coltiva il desiderio, a noi benevolo, che tutti gli esseri di questo pianeta siano liberi dalle sofferenze, egli è anche come un sovrano.

Nel Sutra del Loto il Buddha Sakyamuni ci insegnò che tutti gli esseri possono diventare come lui. Per quarant'anni insegnò svariate dottrine perché gradualmente divenissimo affini alla sua illuminazione, al suo cuore ed alla sua vita. Si tratta solo di comprendere questo e poi possiamo proseguire sui passi dei Bodhisattva ed infine penetrare noi stessi la buddhità.

Così, se noi guardiamo la piccola statua del Buddha, abbandoniamoci profondamente anche alla riflessione sulla nostra stessa vita. Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Cosa ne stiamo facendo della nostra odierna vita? E cosa andremo a farne in futuro?

Consentiamoci la visione del "piccolo Buddha" richiamando la vita e l'insegnamento del Buddha. Riportiamo le nostre condizioni a quelle dello stesso Buddha, che un tempo venne al mondo come un neonato, proprio come noi che ricevemmo vita dai nostri genitori. E come il giovane Siddhartha divenne illuminato e Buddha, anche noi seguendo i suoi insegnamenti possiamo essere benedetti della stessa qualità di vita. Se richiamiamo e, ripetutamente, richiamiamo i sentimenti che potevamo avere nel vedere un bimbo nascere, allora possiamo anche comprendere come Sakyamuni potrebbe sentire tutti noi ed ognuno distintamente.

In questo modo, oggi, non solo è una festa di compleanno per l'Eterno Maestro, ma un giorno per esprimere sinceramente la nostra devozione, riflettere sulla nostra vita e quella del Buddha. È anche una occasione per rinfrescare ed approfondire la nostra fede. Proprio come la primavera intorno a noi, che con i suoi boccioli rappresenta una nuova partenza per la nostra vita e per la sua relazione con il Buddha. In altre parole oggi non è solo una festa di compleanno è il tempo per ricordarci che siamo Bodhisattva, seguaci del Buddha Shakyamuni che promisero di rinascere in questo mondo per aiutare gli altri che soffrono.

Considerate le condizioni che il mondo oggi affronta è tempo che ci alziamo e consideriamo più seriamente la nostra relazione col Buddha. Come figli del Buddha, come seguaci e discepoli del Buddha, con la stessa percezione, compassione e comprensione dell'Onorato dal Mondo, sforziamoci duramente per alleviare le sofferenze, le difficoltà ed i conflitti di coloro che ci sono vicini.

Oggi abbiamo preparato alcuni cibi della tradizione buddhista giapponese per celebrare la nascita del Buddha. Prima di tutto abbiamo preparato del te dolce che verserete sulle statue dei "piccoli Buddha". È un te "naturalmente" dolce, senza aggiunta di zucchero o altro dolcificante. Quindi, per favore, prendete qualcuno di questi te speciali da bere una volta all'anno. Anche il Rev. Kawamura ha preparato per voi del "sekihan" ­ fagioli rossi e riso ­ che si consuma di rito nei giorni di festa ed in speciali ricorrenze.

Nella cultura giapponese i colori rosso e bianco sono usati in occasioni particolari, come capodanno, matrimoni, inaugurazioni di abitazioni, costruzioni, uffici e qualunque cosa possa rivestirsi di "festività" e "gioia".

Per questo motivo abbiamo addobbato l'altare con fiori rossi e bianchi e preparato il "sekihan" col riso bianco ed i fagioli rossi, una colorata offerta di cibo per la felice occasione di oggi.

Per favore assaporate a piacimento il cibo e quello che resta della giornata e celebriamo la nascita del Buddha in questo mondo, così che possiamo assimilare il Buddhismo e far fruttare l'occasione di percorrere la via verso la Buddhità. Prima di tornare a casa, per favore, dividetevi le varie offerte di frutta, cioccolata e fiori e portatele con voi alle vostre abitazioni. Sistematele nei vostri butsudan domestici ed apprezzateli come doni del Buddha.

Grazie ancora per essere venuti, grazie per le vostre offerte al Buddha, grazie per la vostra recitazione del Sutra e dell'Odaimoku e grazie per la celebrazione della nascita del Buddha Sakyamuni. Oggi sono veramente molto contento di vedere così tante persone qui riunite.

Gasshô

Namu Myôhô Renge Kyô

Rev. Shôryô Tarabini

Altri sermoniIndice generale