Ho'on:
riconoscendo i ns. debiti e il concetto dell'interdipendenza
a cura del Rev. Shoryo Tarabini, 18 ottobre 2001
Prima di tutto, vorrei ringraziare tutti voi per la partecipazione alla riunione di questa sera. Un "Grazie" anche a tutti quelli che non riusciranno ad esserci fisicamente, perche vivono molto distante. Dato, però, che tutti leggerete via internet questo Sermone, e tutti noi siamo uniti nel cuore del Buddha grazie alla nostra fede nel Sutra del Loto, sarà come se tutto il Sangha sia intervenuto all'incontro di oggi. Grazie a tutti, anche per ogni sforzo che offrite. Spero che stiate tutti bene. Qui a Tokyo fa un pò freddo, e sta piovendo tutto il giorno. Com'è il tempo, lì a Roma?
Dall'11 settembre, ogni giorno sentiamo troppe brutte notizie per il terrorismo e la guerra. Oggi, vorrei prendere un piccolo riposo dalle notizie quotidiane, e recuperare un pò di tempo per prendere refugio nei 3 tesori del Buddismo.Vorrei discutere, in questo incontro, del termine buddista fondamentale di "Ho'on".
Negli anni sessanta c'era una canzone molto popolare di Simon e Garfunkel. Penso che fosse conosciuta anche in Europa. Il testo diceva "I am a rock, I am an island..." (sono una pietra, sono un'isola") Questi versi potrebbero significare "io sono forte, sono solido. Sono solo e posso esistere senza l'aiuto di nessuno. Faccio tutto da solo." Spesso nella nostra società, impariamo ad essere indipendenti. Questo è sicuramente importante. Ma, alle volte, la gente comincia a pensare di avere successo nella propria "speciale", particolare, oppure perche passa tante ore dedicandosi al proprio lavoro ed alla propria carriera, o perchè "IO, io, io ........."
Sì... tutte queste cose sono importanti. Se non studiassimo, se non ci alzassimo per andare a lavorare in orario, ma anche se non mantenessimo le promesse e gli impegni, se non cercassimo di migliorarci, non potremmo avere succeso nel nostro mondo moderno. Ma il quadro non è ancora completo. Come ho scritto la settimana scorsa, il mondo non è soltanto bianco oppure nero. Ci sono pure tante tonalità di grigio. Così, anche le nostre vite personali non sono così semplici. Abbiamo successo anche grazie all'aiuto ed al supporto di tanti altri, compresi coloro di cui non ci accorgiamo. Esaminiamo un pò le cose ad un livello più profondo.
Ci alziamo la mattina: spegniamo innanzitutto la sveglia che suona, ci alziamo dal letto, accendiamo la luce.... Magari facciamo una doccia, e poi riscaldiamo un pò di latte o prepariamo il caffè. Se abbiamo lì vicino un giornale,magari lo leggiamo mentre sorseggiamo il caffè od il latte e mangiamo un cornetto... (ma in giappone, tradizionalmente, mentre beviamo zuppa di fagioli di soia, mangiamo riso, verdura e pesce arrosto per la colazione). Ma durante tutto questo, dal momento in cui ci siamo alzati fino a quando facciamo colazione, sono passati forse 30 minuti. E, molto probabilmente, abbiamo fatto tutto da soli. Non è vero?
Sì, abbiamo fatto tutto da soli, senza l'aiuto di nessuno. Almeno questo possiamo, no? Certo, può essere vero... Ma guardiamo un pò la realtà della vita: forse la mamma o la moglie, oppure il marito, ci hanno preparato la colazione.... Siamo così sicuri che nessuno ci abbia aiutato? Magari pensiamo: "sono nato solo, e morirò solo". No? No, non è del tutto vero.
Qualcuno ha preparato gli ingredienti della colazione. Senza la collaborazione del contadino, che ha coltivato gli ingredienti e che ha munto il latte della mucca, non potremmo avere nè gli ingredienti per il caffelatte nè per il cornetto. La stessa cosa vale anche per il giornale. Come qualcuno ha cotto gli ingredienti del cornetto,così qualcun altro ha scritto l'articolo e cercato le fotografie che vediamo pubblicate sul giornale od apparire in TV. Qualcuno ha portato tutto al mercato dove abbiamo fatto la spesa. Qualcuno, lì al mercato, ha lavorato per esporre la merce in vetrina. "Ma cosa importa?" ....pensiamo... "Abbiamo comprato tutto con i soldi per i quali abbiamo lavorato così tanto ed anche duramente!"........ Ed allora? Non è, forse, il lavoro di contadini e mercanti coltivare e vendere? Ma... aspettiamo un attimo.....
Qualcuno ci ha dato la possibilità di lavorare, vero? Qualcuno ci ha ascoltati, no? Qualcuno ha investito molto tempo in noi per farci crescere. Qualcuno ha anche lavorato per darci la paga. E poi ci sono altre persone che lavorano tanto tempo in banca, per proteggere i nostri soldi. Qualcuno ha disegnato e stampato questi soldi, non è vero? Comunque, se osserviamo bene le cose, possiamo riconoscere tutte le persone e gli "agenti" invisibili (oppure visibili) che sono dietro tutto ciò che tocchiamo, beviamo, mangiamo, leggiamo, studiamo, usiamo, ecc.
Qui subentra il termine buddista di "Ho'on". Ho'on vuole dire "riconscere i nostri debiti agli altri". Vuol anche dire "apprezzare di cuore, tutto ciò che gli altri fanno per noi". Senza i nostri genitori non potevamo nascere, senza i nonni anche i nostri genitori non potevano venire al mondo, e così via.... generazione dopo generazione. Ed allora, abbiamo un enorme debito verso i nostri genitori. Ci hanno dato la nostra vita.

Senza una nazione "stabile" ed organizzata non possiamo vivere serenamente,come non possiamo avere neppure il necessario "quotidiano" come l'acqua, il cibo, i soldi, un lavoro, l'educazione, la salute. Senza tutti gli altri concittadini, come (per esempio) i medici, i nostri insegnanti, i negozianti, gli artisti, i giornalisti, i musicisti e poi gli operai, i bancari, i netturbini, gli architetti, le persone che hanno costruito il palazzo dove viviamo, le aziende che ci danno un lavoro o ci forniscono un servizio vendendoci qualcosa, la polizia ed i militari che ci proteggono, i nostri amici, i nostri colleghi, le persone che ascoltano ciò che vogliamo dire, quelli che esprimono idee o filosofie simili o differenti dalla nostre facendoci riflettere, coloro che ci offrono un sorriso oppure parole di incoraggiamento o istruzione quando ne abbiamo bisogno, come quella persona che ci ha dato una mano, ecc... Senza tutto questo saremmo in un caos completo, oppure in una società molto triste. Una persona non può nascere da sola, non può coltivare tutto ciò che mangia, costruirsi la casa, crearsi il lavoro, sviluppare la conoscenza, darsi l'educazione, ecc... da solo. Tutto ciò avviene grazie alle varie persone che vivono nella nostra società e nel resto del mondo. Non solo,dunque, dove viviamo e nel resto d'Italia....
Allora, domani mattina, quando ci alziamo, pensiamo un istante a quante persone hanno lavorato per farci svegliare quante persone hanno lavorato per farci la svegliare ed in quale paese nel mondo.... Quando ci godiamo quella prima ed ottima goccia di caffè, pensiamo a quante persone nel mondo hanno lavorato per portarci il caffè che stiamo assaporando.... Anche la natura è inclusa in questo quadro: l'aria che respiriamo, l'aqua, la terra, gli animali, ecc.... Non siamo soli. Siamo qui, e possiamo avere una vita molto gradevole, grazie agli sforzi di tantissime altre persone. Pensiamo un pò a coloro verso i quali abbiamo veramente un grande debito, cerchiamo di sentire veramente apprezzamento. Se osserviamo bene queste cose e tutti quelli che hanno formato una relazione con loro e poi, di fatto, anche con noi, capiamo veramente che non siamo soli. Questo è il significato di "Ho'on" - di riconscere i nostri debiti (di gratitudine e apprezzamento) per gli altri. E, nello stesso momento, ci accorgiamo che ogni elemento, ogni persona, ogni agente che fa parte della nostra vita è un vero tesoro. Ci dà la possibilità di ricevere e mantenere la vita, nonchè crescere e goderci l'esistenza.
Adesso, fermiamoci un attiamo. Stiamo in silenzio per un minuto. Pensiamo a tutte le persone che contribuisono alla nostra vita personale. Poi, riflettiamo su cosa accadrebbe se queste persone non ci fossero.... oppure se le cosettine delle quali usufruiamo ogni giorni non ci fossero più.....
(Mantenete qui un minuto, o più, di silenzio per una meditazione ed una riflessione).
Ciò su cui abbiamo riflettuto è spiegato dal Buddha Sakyamuni nel "Shinjikan Sutra" (il Sutra " vedere il terreno del cuore"). I 3 elementi di base verso i quali abbiamo un grande debito, e che dobbiamo apprezzare, sono: 1) i nostri genitori, 2) tutte le persone e gli altri esseri viventi nel mondo, 3) il sovranno del paese. Ma c'è anche un altro elemento che non abbiamo discusso: 4) i 3 Tesori del Buddhismo (il Buddha, il Dharma e il Samgha). Il "Shobo Nensho Sutra" (Il "Sutra sul luogo dove si può riflettere sulla Vera Legge del Buddismo") spiega che questi 4 elementi verso i quali dobbiamo riconoscere il nostro debito e avere apprezamento sono: 1) nostra madre, 2) nostro padre, 3) il Buddha, e 4) il prete, monaco o monaca che ci insegna il Dharma. Secondo ogni Sutra, questi elementi possono variare.
Rispetto ai 3 Tesori nel Buddismo: Il Buddha è il Buddha Eterno Sakyamuni, il Dharma è il Sutra del Loto - Namu Myoho Renge Kyo, il Sangha è la communità buddista (guidata dal prete e Grande Bodhisattva Nichiren Daishonin).
Il Buddha Sakyamuni e Nichiren Daishonin, non sono più visibili fisicamente perche sono entrati nel Nirvana molto tempo fa. Sono morti? O sono ancora vivi? Ci possono aiutare o no? Sono ancora vivi grazie alle loro parole, perche con i loro isegnamenti ci guidano verso una vita sempre più buddista, ci aiutano ad aprire il nostro mondo e la nostra comprensione, e ci portano fuori dalla catena di continue sofferenze, verso l'illuminazione. Ogni carattere ed ogni parola del Sutra el Loto è un Buddha, perchè rappresenta l'illuminazione del Buddha. Le parole di Nichiren Daishonin ci insegnano come ottenere e mantenere la fede nel Sutra del Loto, in modo che anche noi possiamo diventare Buddha. Tutto ciò sarebbe un'altra cosa molto importante su cui riflettere. Nichiren Daishonin scrisse nel "Ho'on Jo" nel 1276 al suo maestro di Buddismo, Dozen, quando sentì della sua morte:
"Fiori tornerano ai suoi radici. Il vero gusto della frutta rimane nella terra. Al mio Maestro, Dozen, dedico tutti i miei meriti che fino ad adesso avevo accumulato. Namu Myoho Renge Kyo. Namu Myoho Renge Kyo."
(21 luglio 1276, Minobu)

Torniamo adesso, un attimino, alla canzone di Simon e Garfunkel. "I am a rock, I am an island..." (sono una pietra, sono un'isola.). Nel senso Buddista neppure una pietra ed un'isola sono sole. Anche la pietra riceve supporto dalla terra, ed un'isola è un'isola soltanto perchè che c'è il mare che la circonda. Siamo tutti collegati, e viviamo perche ci sono gli altri, godiamo la vita perche ci sono gli altri, possiamo conoscere e praticare questo buddismo perche ci sono stati il Buddha, Nichiren Daishonin, i vari maestri del Dharma e tanti altri preti e credenti prima di noi, nonchè grazie anche agli sforzi degli altri. Non esiste solo il concetto di "IO", il Buddismo ci insegna che "io" e incluso nella parola "noi" e "tutti".
Non dimentichiamo neppure lo spirito buddista di "Ho'on". Cerchiamo, in qualsiasi maniera, di risconoscere il nostro debito e di apprezzare tutti quelli che incontriamo. Con lo spirito di "Gassho", offriamo parole dolci e simpatiche, magari un sorriso anche alle persone che non conosciamo; e cerchiamo di apprezzare tutti e tutto. Offriamo e dedichiamo anche i nostri cuori, le preghiere, le azioni, le parole, i nostri meriti, ecc... al Buddha e a Nichiren Daishonin, come Nichiren ha dedicato al suo Maestro.
Gassho,
Namu Myoho Renge Kyo, Namu Myoho Renge Kyo, Namu Myoho Renge Kyo.
Rev. Shoryo Tarabini