Juzu
Centro Internazionale della Nichiren Shu
I rosari vengono usati da tutti i Buddisti e da credenti di altre religioni.
Queste perline si chiamano Juzu o Nenju in giapponese, Mala per i Tibetani ed in sanscrito si chiamano Japamala. Quando i primi romani videro i rosari (Japamala) usati dagli Hindu, capirono erroneamente "jap" invece di "japa". Jap in sanscrito vuol dire "rosa". Tradotto in latino "rosarium" e in inglese come rosario. Il Juzu o Mala possono essere serviti come ispirazione per il Rosario usato dai Cristiani o i Musulmani di oggi.
Ogni scuola buddista può avere un uso diverso per il Juzu, ma uno degli usi principali è per contare le preghiere o le prostrazioni. È anche un simbolo che identifica il corso nella fede di chi segue il buddismo. Ogni scuola buddhista ha il proprio stile di Juzu. Alcuni sono piccoli per il polso ed altri sono grandi. Le perline possono essere fatte di osso, cristallo, legno dell'albero di Bodhi, bambù, corallo o in molti atrli materiali. Il numero di perline può differire ma il denominatore comune è cento ed otto, che rappresentano i cento ed otto desideri terreni.
Il Juzu della Nichiren Shu ha cento ed otto perline in un cappio con cinque fiocchi, tre da una parte e due sull'altra. Oltre ai cento ed otto ci sono diverse perline speciali. Due perline grandi rappresentano il Buddha Shakamuni e il Buddha Taho. Quattro perline più piccole rappresentano i quattri Bodhisattva della terra. Il Juzu rappresenta anche noi stessi: i fiocchi rappresentano la nostra testa, braccia e gambe. Questo ci ricorda a che siamo attratti dai cento ed otto desideri.
Ci sono diversi stili del Juzu usato nella Nichiren Shu. questi stili differiscono nei fiocchi. Il primo si usa per seguaci laici e ha cinque fiocchi con palline alla fine di ognuno. Il secondo viene usato dal prete e ha il merletto con ciuffi sulle palline alla fine. Il terzo ha dei fiocchi come il primo ma sono molto più lunghi. Il terzo viene usato dal prete per consegnare una speciale benedizione chiamata la benedizione di Kito.
Ci sono diversi modi per usare il Juzu. Nel primo si deve fare un cappio duplice e mettere il Juzu al polso sinistro. Questo è usato quando si sta colpendo il tamburo o durante la pratica di meditazione o mentre si ascolta un sermone. Il secondo è mettere il Juzu nel cappio duplice tra il tuo pollice a toccare la mano sinistra ed a mettere le mani in Gassho. Questo si usa quando si tiene fra le mani un libro di Sutra Sutra durante un servizio. Il terzo è mettere la perlina grande con due fiocchi nella prima nocca del dito medio della mano destra, torcere una volta il Juzu e mettere la perlina grande con i tre fiocchi nella prima nocca del dito medio della mano sinistra, poi si uniscono le mani in Gassho. Questo modo è usato quando non si ha bisogno di tenere qualcosa nelle mani durante la prima parte di un servizio, durante preghiera e mentre si sta recitando ODaimoku, e se non si sta usando un tamburo. Questo metodo mostra anche la nostra relazione nel mondo di Saha, rappresentato nella nostra mano sinistra, ed il mondo del Buddha, rappresentato dalla mano destra unendole in contatto insieme.Se avete più domande sul Juzu o sul Buddismo potete chiedere al vostro prete o chiamare o scrivere al Centro Buddhista Internazionale Nichiren Shu.
(scritto da Rev. Chishin Hirai, e tradotto in italiano da Shojun Beta)