il Buddha Shakyamuni

Il Buddha Shakyamuni, sotto l'albero della Bodhi, al momento della sua illuminazione.
1ª Parte: Origini del Dharma
Le tradizioni orali ed i miti dell'India antica non includono la data precisa della nascita del Buddha. Pero quelle cinesi e giapponesi raccontono che il Buddha Shakyamuni sia anto l'8 aprile 1029 A.E.C. (avanti l'epoca commune), e, che abbia lasciato questo mondo il 15 febraio 949 A.E.C. Ultime ricerca, svolte in occidente sulla vita del Buddha, ritengono probabile la nascita di Sakyamuni 100 dopo la data cinese. Moltissimi sono i racconti e leggende sulla nascita, la vita e la morte del Buddha, per esempio le "Storie Jataka", denominate le "Storie della Nascita". Il primo racconto sulla vita del Buddha fu scritto dal studioso e poeta Mahayana indiano del 2° secolo A.E.C., e il 12° degli 24 successori del Buddha, Ashvagosha, nella sua opera "Buddhacàrita" (Gli Atti del Buddha).
Il Buddha Shakyamuni nacque come Siddhartha Gautama, figlio del Re degli Shakya, Shuddhodhana, in un piccolo regno situato vicino ai piedi dell'Himalaya in una zona che oggi si trova nel Nepal. Il palazzo dei Shakya fu situato a Kapilavastu. Shakyamuni nacque nei giardini Lumbini in una zona dove oggi c'è il villaggio di Padeira nel sud di Nepal. Secondo le Jataka, egli nacque dal fianco della madre Maya, quando lei si fermò sotto un albero nei giardini Lumbini. Sette giorni dopo la nascita, però, la madre morì all'improvviso. E, così, la sorella di Maya, Mahaprajapati, fece da matrigna al bambino.
Dopo la nascita di Siddhartha, il Re Shuddhodhana cconvocò un saggio-veggente al suo palazzo, come riferito da Ashvahogosha nella Buddhacàrita, dal nome Asita. Il Re chiese ad Asita di osservare il bambino appena nato. Visto il bambino, Asita disse al Rè che il bambino sarebbe diventato un grande guerriero o un re, oppure un uome che avrebbe rinunziato al mondo e sarebbe diventato un Buddha.
Il Re, ritenendo che il suo figlio sarebbe potuto diventare il prossimo re, confinò Siddhartha nel palazzo di Kapilavastu, formendogli divertimenti, articoli di lusso e tutte le altre necessità. Il Re contornò il giovane principe, inoltre, di tante giovani ragazze assai belle ed altri giovani di compagnia, belli e piena di salute. Il Re temeva che se il principe avesse scoperto la vera realtà del mondo, avrebbe cercato una soluzione alle sofferenze, ed avrebbe rinunciato il trono.
Mentre viveva ancora nel palazzo, Siddhartha si sposò con una belissima ragazza che si chiamava Yashodhara, la quale generò un figlio che si chiamava Rahula. Anche se il giovane Siddhartha aveva tutto che voleva o di cui avesse bisogno, man mano crebbe il desiderio di avventuarare fuori dal palazzo e vedere il mondo.

Un immagine greco-indiano della zona di Ghandara
Siddhartha, per un caso, uscì davvero dal palazzo. Ma rimase scioccato quando vide, per la prima volta in vita sua, un vecchio, un malato, e poi un cadavere per la strada. Dopo di ciò vide un monaco - una persona religiosa, per la prima volta, e rimase sorpreso. Questi fattori, però, rappresentano gli aspetti effimeri della vita. Il vecchio la sofferenza della vecchiaia, il malato la sofferenza delle malattie, il cadavere quella della morte;ma il monaco rappresentava colui che si sforza di superare tutte le sofferenze cercando la via dell'emancipazione e dell'illuminazione. Questa visione turbò profondamente il giovane Siddhartha, che decise di rinunciare al mondo e di abbandonare tutti i legami con la moglie,la famiglia,il padre, le sue ricchiezze, il trono e l'autorità della monarchia. Diventò, poi, un monaco che cercava risposte sul perchè tutti gli esseri viventi debbano incontrare le sofferenze della nascita, della vecchiaia, della malattia, e della morte.
Abbandonando la vita da principe, Siddhartha lasciò il palazzo di nuovo, per studiare e conoscere a fondo la meditazione yoghica, vegliare ed altre pratiche austere. Osservò queste pratiche per un periodo di 6 anni, e superò in questo anche i suoi maestri . Però, alla fine, Siddhartha rifiutò tutte queste austerità. Si accorse che queste pratiche erano inutili e non potevano portare una persona alla vera liberazione o all'illuminazione. Durante il rispetto di queste pratiche, Siddhartha vegliò e digiunò sino quasi a morire di fame. Comprese che simili austerità e la mancanza di sonno lo rendevano debole, e decise, a differenza di altri ascetici, di accettare e mangiare una scodella di riso e latte, offerta dalla fanciulla Sujata. Dopo aver mangiato si riprese,e con una determinazione rinnovata viaggiò verso la cittadina di Gaya dove sedette sotto un albero pipalo. Qui cominciò la meditazione. Meditò durante tutta la notte, senza fermarsi.

Durante la meditazione, però, Siddhartha fu disturbato da uno sogno illusorio creato dal demone Mara, nel tentativo di ostacolarlo dal raggiungere l'illuminazione e trovare la risposta a tutte le sue domande. Siddhartha, però, non cedette. Non abbandonò la sua determinazione e non si arrese al demone Mara. In quel momento, toccò la terra dimostrando di voler mantenere la sua risoluzione. Proprio in quel momento Siddhartha ottenne il "Bodhi" o "l'illuminazione perfetta",e da quel giorno venne chiamato "Sakyamuni" ,ovvero "L'illuminato dei Sakya". Il luogoo dove ottenne l'illuminazione venne chiamato Buddhagaya ("la città Gaya del Buddha") e l'albero di pipalo fu denominato "L'Albero della Bodhi".
Dopo raggiunto la liberazione dalle sofferenze del ciclo eterno di vita e morte, Sakyamuni provò una gioia enorme. Nello stesso tempo, però, volle raccontare a tutti la sua scoperta, così che anche loro potessero godere gli stessi benefici della sua illuminazione. Comprese che sarebbe stato molto difficile spiegare questa scoperta alla gente e renderla comprensibile, ma intuì che era sua la grande responsabilità d'indicare la via per essere salvati da "duhkha" (sofferenza) ed entrare nel reame della Buddhità.
Una delle cose che, durante la sua meditazione, Shakyamuni contemplò fu la natura dell'origine di tutto ciò che nel mondo è legato alla sofferenza:
L'ignoranza dipende dal karma;
Il karma dipende dalla coscienza;
La coscienza dipende dal nome e dalla forma;
Il nome e la forma dipendono dai 6 organi di senso;
I 6 organi disenso dipendono dl contatto;
Il contatto dipende dala sensazione;
La sensazione dipende dl desiderio;
Il desiderio dipende dll'attaccamento;
L'attacamento dipende dall'esistenza
L'esistenza dipende dalla nascita;
La nascita è legata alla vecchaia, alla morte, alla tristezza, alla
lamentela, alla miseria, all'afflizione ed alla disperazione.
Il primo sermone del Buddha Sakyamuni fu quando predicò ai 5 ascetici con cui aveva iniziato le varie austerità. Durante questo sermone, il Buddha insegnò loro le 4 Nobili Verità seguite dalla Via Ottuplice. Le 4 Nobili Verità sono:
1) La Nobile Verità del Dolore, la quale insegna che tutta l'esistenza é dhukha, o sofferenza;
2) La Nobile Verità dell'Origine del Dolore, che illustra come la sofferenza sia causata dal desiderio;
3) La Nobile Verità dell'Estinzione del Dolore , che insegna lo sdradicamento dai desideri e dalle sofferenze della vita,e di come si possa ottenere il Nirvana
4) La Nobile Verità della Via che ci guida all'estinzione della sofferenza, la quale è la Via Ottuplice di:
1) Retta Vista;
2) Retto Decisione
3) Retto Parlare;
4) Retto Agire;
5) Retto Modo di Sostenersi;
6) Retto Sforzo;
7) Retta Concentrazione
8) Retta Meditazione.
Fine della 1ª Parte, si continuerà

La statua del Buddha Sakyamuni nel santuario del tempio Tanjoji a Kominato, Chiba
I discepoli del Buddha (in allestimento)
I cinque periodi degli insegnamenti del Buddha
Diagramma delle maggiori scuole buddiste giapponesi