Il significato di
Namu Myoho Renge Kyo
a cura del Rev. Shoryo Tarabini, tradotto dal Sig. Massimo Cortesi
Ogni giorno nella Nichiren Shu, recitiamo il Sutra del Loto e Namu Myoho Renge Kyo. Myoho Renge Kyo è il titolo completo del Sutra del Loto ed è contenuto all'interno del titolo di ogni capitolo. Ma che cosa significa veramente ogni parola e ideogramma? Come possiamo ricevere benefici o risolvere i problemi attraverso al recitazione di Namu Myoho Renge Kyo? E' possibile, per dei comuni mortali quali siamo, diventare illuminati proprio come il Buddha? Come possiamo realizzare l'Illuminazione? Esaminiamo attentamente il significato e le profonde implicazioni di ogni parola che compone Namu Myoho Renge Kyo. |
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Namu deriva dal sanscrito namas, un termine di non facile traduzione in un'unica parola, quando venne trasposto in cinese. Come per molti altri termini sanscriti trovati nei sutra, i primi traduttori preferirono traslitterare i suoni della parola originale, al posto della traduzione. L'antico cinese non comprendeva un alfabeto per la trascrizione di ogni lettera sanscrita, per cui vennero assegnati i caratteri, al fine di esprimere nel modo più fedele possibile il suono della parola sanscrita originale. Namas è stato anche scritto con altri caratteri cinesi che riproducono la stessa pronuncia, o con altre sue altre varianti fonetiche, come Nama e namo. La famosa espressione di saluto indiana di "Namaste" derive anche da questa parola fondamentale di Namas.
Namu o Namas assume una varietà di significati: letteralmente vuol dire devozione, in giapponese kimyo. Namas ha anche il significato di rimettere/affidare la propria vita, esprimere la propria gratitudine, rispettoso saluto, venerazione, credere sinceramente e prendere rifugio. Nel periodo di residenza a Minobu, negli ultimi anni di vita, Nichiren Daishonin scrisse nello Hakumai Ippyo Gosho (Il Dono di una Balla di Riso, conosciuto anche come il JI-Ri Kuyo Gosho): "La parola Namu è un termine indiano che significa offrire la propria vita (a qualcosa). In Cina e Giappone viene espressa con kimyo e fondamentalmente significa offrire le nostre vite al Buddha.".
Nikko Shonin, uno dei sei discepoli principali, nel citare Nichiren Daishonin nell'Ongi Kuden (Insegnamenti Orali) spiega che "Ci sono due oggetti di devozione: la Persona, che è Shakyamuni, e la Legge (il Dharma, n.d.r.) che è il Sutra del Loto. Nel termine kimyo, il carattere cinese Ki ("rendere o donare") indica l'aspetto fisico della nostra vita, mentre myo ("vita", scritto con un carattere diverso da quello di Myo di Myoho) è il suo aspetto spirituale."
Il termine Namu, dunque, assume il significato di una completa e ferma dedizione alle nostre vite, sia nel loro aspetto fisico che in quello spirituale. In altre parole, esprimiamo la nostra fede nel Buddha e nei suoi insegnamenti, in particolare nel Sutra del Loto, e allo stesso tempo consacriamo noi stessi (al Buddha, n.d.r.) in ogni modo possibile.
Nella sua accezione di rimettere, affidare la propria vita o prendere rifugio, Namu significa che noi prendiamo asilo nel Buddha, nel momento in cui veniamo abbracciati da ogni aspetto dell'infinita Compassione del Buddha, della sua Saggezza e della sua Vita Illuminata. D'altro canto, indica anche che per realizzare ciò, dobbiamo vivere le nostre vite secondo lo spirito e gli insegnamenti del Buddha.
Nichiren Daishonin afferma sempre nel Dono di una balla di riso: "Sia che uno sia ricco oppure no, la vita è sempre il tesoro più prezioso. Questo è il motivo per cui i santi ed i saggi dei tempi antichi offrivano le loro vite al Buddha ed erano essi stessi in grado di ottenere la Buddhità." Ed oltre: "I comuni mortali possono ottenere la Buddhità se custodiscono una cosa: determinata fede. Soprattutto, fede determinata è la volontà di comprendere e vivere lo spirito, e non solo le parole, dei sutra". Nella sezione in prosa del capitolo Juryo (16) del Sutra del Loto troviamo la frase "Isshin Yoku ken butsu, Fuji shaku Shin'myo" che letteralmente significa "desiderando sinceramente di vedere il Buddha, (una persona) non risparmia la propria vita". Questi passi finali mostrano chiaramente che la nostra determinazione, comprensione, rifugio e devozione devono tutti sorgere in modo non egoistico da una fede ed una pratica sincere.
Myoho è la traduzione del termine sanscrito Saddharma . Myoho viene spesso tradotto come Dharma Meraviglioso o Legge Mistica e, come suggerisce la traduzione stessa, il suo significato è vasto e profondo.
Sad o sat di Saddharma corrisponde alla prima sillaba Myo di Myoho e indica la verità. Saddharma, quindi, significa il Dharma vero o corretto. Sad denota anche completezza, essere perfettamente dotato e onnicomprensivo. Myo ha anche il significato di senza pari, mistico, impossibile da percepire (con i sensi, n.d.t.), oltre la comprensione (dei comuni esseri umani) e meraviglioso. Nichiren Daishonin puntualizzò che mentre Myoho Renge Kyo è il cuore e l'essenza del Sutra del Loto, la parola Myo in se stessa è estremamente ricca di significato.
Nel 593 d.C. il grande maestro del Dharma, T'ien-t'ai, affermò nel suo Fahua Ichi (giapp. Hokke Gengi, ital., Significato profondo del Sutra del Loto) che Myo ha un doppio significato.
Il primo risulta da un'analisi comparata grazie alla quale emerge la superiorità del Sutra del Loto sugli altri insegnamenti del Buddha.
Il secondo significato di myo riguarda l'onnicomprensività del Sutra del Loto, in quanto include simultaneamente ognuna delle numerose dottrine di Shakyamuni Buddha, predicate nel corso dei suoi 40 di insegnamento.
Nichiren Daishonin spiega nel Daimoku del Sutra del Loto (1266), nel Kaimoku Sho (1272) e nel Kanjin Honzon Sho (1273) che il singolo carattere Myo è un elemento estremamente potente. Myo, infatti, possiede i tre significati di:
1) aprire,
2) essere dotato e perfetto,
3) riportare in vita, resuscitare, risorgere, con la capacità di cambiare il veleno in medicina.
In riferimento a questi tre significati, Nichiren Daishonin afferma nel Daimoku del Sutra del Loto: "Se vi è un magazzino pieno di tesori, ma non abbiamo la chiave, allora non può essere aperto. Se non può essere aperto, i tesori al suo interno non possono essere visti." Egli afferma, sempre nello stesso scritto: "Per quanto riguarda il carattere Myo, il Sutra del Loto afferma che 'questo sutra apre la porta degli insegnamenti "espedienti" e rivela il vero aspetto di tutta la realtà.' Il Grande Maestro del Dharma Chang'an commentò che 'Myo rivela le profondità del magazzino segreto.' Il Grande Maestro de Dharma Miao-lo spiega che 'rivelare significa aprire.' Quindi, il carattere Myo significa aprire". In relazione alla seconda caratteristica di essere perfettamente dotato di tutte le qualità e tutti i significati contenuti nel Sutra del Loto, Nichiren Daishonin afferma nell'Apertura degli Occhi che "Myo significa Gusoku (essere in perfetto possesso)." Egli spiega ulteriormente nel Daimoku del Sutra del Loto che "Un Myo fondamentale, o principio mistico, soggiace ad ognuno dei 69.384 caratteri che compongono il Sutra del Loto. Il Sutra del Loto è, dunque, composto di 69.384 principi mistici." Egli continua nello stesso scritto: "Myo significa perfettamente dotato, che a sua volta significa anche perfezione.è come una singola goccia d'acqua del grande oceano che contiene anche l'acqua di tutti i diversi fiumi che sfociano nell'oceano."
In riferimento alla terza ed ultima descrizione di Myo, Nichiren Daishonin scrive ancora nel Daimoku del Sutra del Loto che "Myo significa (far) rivivere, riportare in vita." Egli afferma in questo scritto: "Le piante e gli alberi sono secchi e spogli in autunno ed inverno. Ma, quando il sole dell'estate e della primavera splende su di loro, sbocciano nuovi rami e foglie che più tardi daranno fiori e frutti. Prima della predicazione del Sutra del Loto gli esseri dei nove mondi erano come gli alberi e le piante d'autunno e d'inverno. Ma, come il sole dell'estate e della primavera, quando il Sutra del Loto splende su di loro, essi possono far fiorire l'aspirazione dell'Illuminazione e desiderare il frutto della Buddhità."
Nichiren Daishonin afferma, sempre in questo scritto: "Poiché può curare ciò che si pensa incurabile, è chiamato Myo o miracoloso."
Che cosa "apre" il carattere Myo? Come abbiamo visto da questi brani, Myo è una chiave di grande speranza: la chiave che apre, per chiunque l'abbracci, l'intero magazzino di tesori contenuto nel Sutra del Loto, l'Illuminazione perfetta ed originale del Buddha del passato infinito. Myo risveglia la natura di Buddha celata nei recessi della nostra vita. Abbracciando la fede e la pratica di Myoho Renge Kyo possiamo rivitalizzare le nostre vite. In altre parole, a prescindere dallo stato vitale in cui troviamo, attraverso la fede e la pratica possiamo trasformare qualsiasi altra condizione vitale negativa in illuminazione. In questo modo, possiamo sviluppare saggezza ed una vita che non è più schiava della sofferenza. In conclusione, Nichiren Daishonin ci insegna che è l'insondabile o mistico potere di Myo in Myoho Renge Kyo che ci aiuta a realizzare l'impossibile e curare l'incurabile. Questi brani tratti dagli scritti di Nichiren Daishonin illustrano chiaramente il significato profondo e l'energia della singola sillaba Myo, insieme alla ragione per cui una forte pratica quotidiana è così importante.

Ho di Myoho è la traduzione del sanscrito Dharma ed è scritto con il carattere cinese usato per esprimere il concetto di "legge". Negli antichi insegnamenti induisti dei Veda e in tutte le Upanishad precedenti al Buddha, Dharma viene definito come il dovere religioso nella vita di ognuno. Secondo queste tradizioni pre-buddhiste, attraverso l'osservanza del proprio Dharma o dovere religioso, la vita universale viene mantenuta e può continuare a sbocciare. Nel Buddismo Mahayana, Dharma significa gli insegnamenti del Buddha, ma fondamentalmente indica la Legge Cosmica. Questa legge, comunque, non significa una legge istituita in base e doveri sociali o legislativi, ma indica una legge naturale della vita, allo stesso modo della legge di gravità o di altri fenomeni naturali. E' il pulsare della vita stessa che pervade l'intero universo e, a sua volta, è identico alla verità: la dottrina e l'essenza di tutti gli insegnamenti del Buddha.
Renge è la traduzione del sanscrito Pundarika, scritto con i caratteri cinesi e significa fiore di loto. La parole Pundarika che letteralmente vuol dire loto bianco, simboleggia la bodhi, la pura e perfetta illuminazione del Buddha. Nell'arte buddista, i fiori di loto sono, di solito, dipinti con otto petali. Questi otto petali stanno ad indicare il Nobile Ottuplice Sentiero, la prima dottrina predicata dal Buddha.
Il loto è l'unico fiore che sboccia con i semi già sviluppati. Di solito, quando i fiori sbocciano, i bei colori dei petali ed il loro profumo attirano api ed altri insetti. A quel punto il fiore è impollinato, poi si secca e muore e, solo in seguito, si sviluppa un frutto contenente i semi. Al contrario, nel caso del loto il processo è ben diverso: infatti, quando sboccia contiene già il suo frutto: il baccello con i semi. Questo è estremamente raro nel mondo delle piante.
Nel Buddismo il fiore di loto con in suoi fiori e frutti simultanei, dimostra visivamente la causa della pianta stessa (il seme) ed il risultato finale (il fiore). Nella terminologia buddista, questa relazione simultanea è chiamata Inga Guji e cioè, dotato nello stesso momento sia di causa che di effetto. Il principio di causa ed effetto è uno dei concetti più importanti e fondamentali della filosofia buddista.
Il loto cresce in acque limacciose e stagnanti. Infatti, più l'acqua è sporca più il fiore diventa bello. Se stabiliamo un'analogia con la nostra vita, sta a dimostrare il fatto che dai problemi e le sofferenze che viviamo quotidianamente, possiamo ottenere la pura e meravigliosa condizione della Buddhità, allo stesso modo in cui il loto emerge dalle acque fangose.
Tutti gli esseri possiedono il potenziale per la Buddhità. Per cui, quando recitiamo Namu Myoho Renge Kyo davanti al Mandala Gohonzon, il puro e bellissimo fiore dell'illuminazione contenuto nelle nostre vite può sbocciare, maturare e fiorire.
D'altro canto, questo seme della Buddhità potenziale (o latente, n.d.t.) deve essere nutrito, annaffiato e curato proprio come ogni altra cosa vivente. Questo può essere fatto soltanto attraverso il nutrimento del Sutra del Loto, recitando il sutra e Namu Myoho Renge Kyo e dedicandoci al Buddha. Senza una pratica ed una fede sincere, il seme dell'illuminazione celato nelle nostre vite non può ricevere nutrimento e, di conseguenza, non può sbocciare, crescere né tanto meno fiorire.
Nichiren Daishonin ha scritto nel Kanjin Honzon Sho, "Il Sutra Fugen afferma 'Questo sutra mahayana (il Sutra del Loto, n.d.t.) è il tesoro, l'occhio ed il seme della vita per tutti i Buddha dell'Universo attraverso il passato, il presente ed il futuro Dovreste impegnarvi nella pratica buddista e non permettere mai che il seme della Buddhità appassiscà".

Kyo è la traduzione della parola sanscrita Sutra . Il significato originale di questo termine sanscrito è "filo", "cordicella" o "trama".
Per cui veniva in origine utilizzato nel senso di legare insieme le parole ed i sermoni del Buddha, parafrasandoli in prosa. Il termine sutra non è originario né tanto meno esclusivo del Buddismo. I componimenti brahmanici pre-buddhisti sono indicati con il termine di sutra. Le dottrine scritte del Giainismo, un insegnamento diffuso in India durante la vita del Buddha, così come i canoni dottrinali di altre religioni indiane post-buddhiste, sono ugualmente chiamati sutra.
Comunque, in senso buddista sutra si riferisce soltanto ai sermoni e agli insegnamenti registrati del Buddha. Oggi, i sutra ci sono stati trasmessi in forma scritta e tradotti in molte lingue.
Si dice che il Buddha predicò un totale di 84.000 sermoni, ma Shakyamuni non scrisse nessuno dei suoi insegnamenti. La loro trascrizione, infatti, venne fatta da discepoli e monaci di tempi successivi. All'inizio, infatti, i sermoni del Buddha vennero memorizzati da coloro che li udirono direttamente dal Buddha, poi pasati oralmente ad altri, che a loro volta li memorizzarono e passarono ad altri ancora, e così via per molti secoli. Infatti, tutti i sutra iniziano con la frase d'apertura, "Così ho udito". Questa antica tradizione indiana di trasmissione orale, opposta a quella scritta, era praticata durante la vita del Buddha e anche successivamente, ed è ancora oggi osservata tra i maestri e i discepoli indù. Per cui, Sutra o Kyo assume anche il significato di "parola" del Buddha.
Anche se Shakyamuni ha lasciato il corpo quasi 3.000 anni fa, oggi egli è ancora vivo nelle sue parole, scritte nei sutra. Quindi, se desideriamo incontrare il Buddha oggi, tutto quello di cui abbiamo bisogno è abbracciare il Sutra del Loto ed il suo cuore, la sua essenza, l'Odaimoku di Namu Myoho Renge Kyo. Nichiren Daishonin spiega questo punto particolare nel Kanjin Honzon Sho come segue: "Le persone possono manifestare la Buddhità in due modi: incontrando il Buddha ed ascoltando il Sutra del Loto, oppure credendo nel sutra anche se non sono in grado di vedere (fisicamente) il Buddha."
Nel Kaikyoge (Versi di Apertura del Sutra) si legge: "Saremo in grado di avvicinarci all'Illuminazione ogni volta che vedremo, udiremo o toccheremo questo sutra. Esposta è la Verità del Buddha. Colui che espone è l'Essenza del Buddha. Ogni parola che compone il sutra è la Manifestazione del Buddha. Poiché innumerevoli meriti sono contenuti in questo sutra, tutti gli esseri viventi vengono beneficiati da questo sutra, senza alcun ostacolo e in modo spontaneo così come l'incenso viene percepito da un oggetto messo vicino." Continuiamo, dunque, a fare del nostro meglio per recitare sinceramente il Sutra del Loto e l'Odaimoku ogni mattina e sera, basandoci su una devozione non-egoistica. Ad ogni piccolo sforzo sincero le nostre vite si avvicineranno a quella del Buddha e saranno benedette con tutte le qualità del Buddha: la sua Saggezza, Compassione, Pace Profonda, così come felicità, sodisfazione profonda nella vita ed illimitata buona fortuna. Nichiren Daishonin lottò tutta la vita per insegnare che Namu Myoho Renge Kyo è il dono che il Buddha ha fatto a tutti noi.
Perciò, abbracciamo sinceramente questo tesoro e facciamo in modo che possa fiorire nelle nostre vite e nelle vite di coloro intorno a noi.
Gassho,
Namu Myoho Renge Kyo
